06 3 / 2011

Non mi è mai piaciuta la carne. Da piccola levavo tutto il grasso, i nervi: la fettina da 200 gr la riducevo a un paio di bocconcini. Sempre mangiata con la costrizione. “Mangia la carne, ti aiuta a crescere”. E vabbeh, mangiamo questa carne. Ma mai piaciuta.

Poi dai 17 fino ai 23 anni sono stata ovo-lacto-vegetariana. Il tutto è avvenuto in modo graduale: mangiavo sempre meno carne (perché, appunto, non mi è mai piaciuta), finché un giorno questo mio (dis)gusto sensoriale si è unito a un mio (dis)gusto, diciamo, mentale ed emotivo. Mangiare carne voleva dire mangiare animali. Se poi vedevo il sangue, uff, no non ce la facevo.

A 24 anni ho ripreso a mangiarla, mi sono proprio autocostretta a farlo. Non volevo mica passare per una di quelle vegetariane fondamentaliste. Ho sempre pensato, e lo penso tuttora, che mangiare carne sia un atto naturale, è nella nostra indole animale/umana. Diverso è il modo in cui alleviamo gli animali, ci sono capitoli e libri interi da scrivere sulla nostra brutalità al riguardo. Ma pian pianino piccoli e grandi passi vengono compiuti verso un’etica e un rispetto dei diritti degli animali.

Con le due gravidanze ho fatto il pieno di carne rossa. Non ne potevo più, usciva dalle mie orecchie, ma la mia ginecologa me l’ha fortemente consigliata e vabbeh, diamo retta all’esperta.

Oggi, a 35 anni compiuti, ho deciso che la devo fare finita di andare contro la mia natura: e la mia natura non ama la carne. Proprio il suo sapore, la sua consistenza. Non mi dà fastidio come succede ad altri, ma non provo nessunissimo piacere a mangiarla. E allora, a quale pro? Sappiamo bene che non è imprescindibile per seguire una dieta corretta, anzi se ne abusa, in questa nostra società consumistica.

E dunque asseconderò la mia indole: si torna ovo-lacto-vegetariana, con magari qualche sgarro saltuario (soprattutto quando mangerò da amici o quando non ci sarà proprio altro da mangiare). Ma senza forzature.

  1. postato da eldiablovistedemayoral